Riad Joya – Marrakech un po’ “dall’alto”.

Posted on 28 Dic 2014 | 2 comments


Riad Joya – Marrakech un po’ “dall’alto”.

Parlo sempre volentieri di Marrakech, del Marocco in generale, è una destinazione che amo, senza dubbi.

Sono stato per la prima volta nel 2008 e da quel primo viaggio ne sono seguiti vari altri, un po’ per piacere ed in buona misura con lo scopo di “cercare lavoro”, nel senso di riuscire a lavorare con le realtà marocchine.

Si perchè, come diceva tanti anni fa Gabriele Salvatores, “quando devo fare un film cerco di andare sempre in un posto bello, così se il film viene male almeno ho conosciuto meglio un posto bello”. Ecco, lavorare in Marocco è per me il modo di fare il lavoro che amo in un posto che amo… che si può chiedere di più?

Perchè tutti questi buoni sentimenti per il Marocco? Beh, è piuttosto semplice: è un posto con un clima meraviglioso, tendenzialmente caldo ed asciutto, si mangiano cibi di ottima qualità, sia per le preparazioni ma (e sopratutto) per le materie prime. I marocchini sono ospitali, i paesaggi fuori dalle città sono mozzafiato e variegati, si passa dalle dune del Sahara alle vette della catena dell’Atlante, con montagne che superano i 4000 mt. senza darsi arie.

Se poi si è maniaci dello shopping Marrakech rischia di diventare fatale, con un offerta di chincaglierie più o meno interessanti a prezzi spesso entusiasmanti, ovviamente a patto di sopportare le estenuanti trattative proprie dei suk, i mercati che spuntano ovunque.

Tutto questo è a portata di mano, dietro l’angolo, a meno di tre ore di volo dagli aeroporti minori, quindi raggiungibile con le compagnie aeree low-cost per cifre a volte inferiori a quelle del parcheggio dell’aeroporto.

Ecco, l’indirizzo che sto per porpore per l’ospitalità si sconnette considerevolmente da questa visione multiforme del Marocco, è un Hotel particolarmente chic, decisamente ben contestualizzato, per chi vuole visitare Marrakech senza sporcarsi le babouches, o le babbucce, come italianizzeremo noi.

Il Riad Joya è posto nella Medina, che potremmo tradurre grossolanamente con il concetto di “certo storico”, a pochi passi da piazza Jamaa El Fna, la piazza principale, centro nevralgico della città e prima icona del turismo in Marocco.

Innanzi tutto è un Riad, quindi una di quelle case signorili trasformate negli ultimi 20 anni (ma il Joya di anni ne ha circa 3) in piccoli alberghi, confortevoli proprio per la dimensione intima conferita dalla struttura.

Normalmente sono caratterizzati da una bela corte interna, spesso con una vasca o una fontana, intorno a cui si sviluppa la costruzione. Al pian terreno si “lavora” e si passa la giornata, visto che per natura il piano basso tende a mantenersi fresco. Nei piani alti si dorme, raramente di sono più di 6-7 camere, e quasi sempre sono piccolissime. Il Joya, nella fattispecie, ha 7 suites, grandi, anche se non come quelle di un pari livello europeo. Il look delle camere è frutto del brillante lavoro di Umberto Maria Branchini, italiano come la proprietà, che ha saputo argomentare un concetto di eleganza classica europea declinandola nei materiali propri del Marocco, nei suoi colori e nei suoi preziosi tessuti, interpretando ogni suite con un gusto unico. Niente da dire, l’obiettivo è raggiunto.

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Ho visto solo un paio di camere, ma mi ha colpito particolarmente questa, dove l’arredo “è legato” di corda vegetale, dal baldacchino alle poltrone, in un gioco di materie e colori che non possono che star bene qui, nel nord dell’Africa.

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Sul tetto, come in ogni Riad, è presente una terrazza dove se ci si affaccia sono visibili le terrazze delle altre Riad. Ce ne sono 3000 (di Riad) dentro la medina di Marrakech, il che vuol dire che quasi ogni palazzo alto è destinato all’ospitalità turistica.Nelle giornate terse è possibile vedere in lontananza le montagne dell’Atlante, spesso innevate. Una volta assorbita l’eleganza degli arredi ed il bel ruolo che hanno le piante in vaso, mi metto a guardare i tetti vicini, le terrazze attigue in cui si arriva con un piccolo salto, e fantastico di fughe come nei film d’azione. Qui normalmente si fa colazione, si fanno aperitivi o addirittura si cena.

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Joya in realtà ha uno spazio dedicato al ristorante che merita riguardo, dove continua l’espressione estetica con cui la proprietà dell’Hotel ha saputo far incontrare il gusto occidentale con quello locale. Non ci ho mangiato, quindi sul cibo non mi esprimo, se qualcuno lo ha provato sarei felice di condividerne le impressioni.

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C’è anche una SPA all’interno di Joya, minimalista nelle linee e nei colori, che ricorda di essere marocchina nei dettagli delle rubinetterie ed in poco altro.

Gli hammam marocchini non mi entusiasmano per niente. Si tratta di una pratica che normalmente non ha molto a che vedere con il nostro concetto di SPA, ma più con quello di bagno pubblico, un lavatoio umano, dove il benessere è subalterno a quello del levarsi di dosso lo sporco. Il gommage, ovvero lo strofinamento con il sapone naturale (nero, morbido e abbastanza puzzolente) e delle brusche di crine considerevolmente ruvide, si confà più ad una pratica di espiazione che ad un luogo di relax. Negli Hammam non eleganti come quello del Joya, normalmente, il trattamento è intervallato da grandi secchiate d’acqua rovesciate con un garbo proprio di un cammelliere. Ecco, Joya ha saputo mantenersi alla debita distanza da questa pratica e ha “occidentalizzato con garbo” anche questo, così come ha fatto con il resto.

Beh si, Joya è un’esperienza decisamente elitaria, valida alternativa a realtà come Four Seasons Hotel Marrakech, Palmeraie Golf Hotel ecc., ma con una percezione di ricercatezza anche maggiore.

Se si vuole continuare a vedere il Marocco “dall’alto” si può noleggiare un’auto ed in un oretta arrivare a Oukaimedén, località sciistica a 3000 mt, dove l’impianto di risalita è assolutamente primitivo, ma nella bella stagione si gode della frescura e si possono fare passeggiate “alpine”.

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Del Marocco la cosa che probabilmente più mi piace è che rappresenta un luogo perfetto per gli amanti della fotografia. Ogni luogo sa offrire luci meravigliose e scenari incredibili, basta, come sempre, stare con la macchina fotografica pronta.

2 Comments

  1. concordo pienamente sul Riad Joya, magico! Aggiungo che la cucina è superlativa e ricca! Spero di tornarci quanto prima

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    • Grazie Franci, ci descrivi un po meglio la cucina che così mi fai venir voglia di tornarci?

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