Venissa – l’altra Venezia, quella vera!

Posted on 3 Mar 2015 | 0 comments


Venissa – l’altra Venezia, quella vera!

Vari anni fa, davanti allo spettacolo di danza Prospettiva Nevski, portato in scena dal coreografo Micha Van Hoecke, rimasi sedotto dal principio per cui lo stesso spazio, visto in condizioni diverse (che siano di luce, prospettiche o d’umore dello spettatore) cambia radicalmente la sua forma. Ciò che per anni si è visto in un modo, cambiando leggermente prospettiva può divenire qualcosa di completamente nuovo.

Questa lezione mi è stata d’ispirazione, ed è stato esaltante applicarla all’idea che avevo di Venezia a seguito delle visita all’Isola di Mazzorbo.

E’ una delle tante isole della laguna, posta subito accanto alla più blasonata Burano. Visitandola però, e visitando Venissa, Ristorante ed Hotel capitanati dalla Cantina Bisol, nota produttrice di vini con bollicine, ho avuto occasione di immergermi in una dimensione totalmente nuova, grazie sopratutto alla gentile signorina, storica gastronomica, preposta a raccontare la storia del ristorante e dell’Isola che lo ospita, svelando molti aneddoti assolutamnte affacinanti.

Partiamo con ordine. Per arrivare a Venissa vale la pena di prendere la lancia (il motoscafo tipico) del Ristorante che, previo prenotazione, permette di svincolarsi dai più tediosi parcheggi istituzionali e dal piacevole ma soporifero vaporetto. Con la lancia si impiegano meno di venti minuti per arrivare al ristorante, ma sono venti minuti dove si naviga veloci per la laguna, ben lontani dalle zone abitate.

IMG_4791

In laguna si riconoscono i segni di quella vita  fatta di attività autentiche, come la pesca con il bilanciere.

IMG_4837

Innegabile che si tratti di un viaggio bellissimo, seppur breve, effettuato di corsa, con il vento nei capelli, in un ambiente dilatato come solo una laguna può offrire, con la consapevolezza che in quel dedalo di canali chiunque non sia  del luogo si perderebbe in un attimo.

Arrivati a Mazzorbo si entra in Venissa, che è decisamente restrittivo definire Ristorante o Hotel. Si valica un cancello che apre l’accesso a lunghissime mura perimetrali, le mura che appunto definiscono un giardino-orto, affidato alle cure di un manipolo di 9 pensionati locali, capaci e di tradizione. Su un fianco si sviluppano le due antiche strutture che oggi ospitano Ristorante e le poche camere dell’Hotel.

IMG_4798

Le camere sono belle, semplici, di alto livello, e le liquido senza neanche una foto, perchè per quanto confortevoli e lussuose non sono certo il centro di questa intrigante esperienza.

Il Ristorante introduce bene il concetto che poi si sviluppa nell’orto come centro concettuale, quasi fosse un organismo unico. Il cibo a chilometro zero (forse andrebbe detto a “miglio nautico” zero) che, come nell’antichità, si affida alle materie prime locali, incredibilmente varie, per comporre un menù altissimo, sofisticato e di tradizione. Una coltivazione difficile, viste le continue maree che portano acqua salata sul terreno e quindi conferiscono a ciò che ci cresce sopra delle qualità assolutamente uniche.

IMG_4802

E qui Bisol ha un’estensione di qualche centinaio di metri quadrati dove coltiva anche la Dorona di Venezia, un vitigno autoctono che fino al 2002 contava meno di 80 piante e che oggi è arrivato al bel numero di 400 piante. Inutile dirlo, la resa è minima, il risultato è un vino da intenditori, in cui un naso esperto può viaggiare per riconoscere il carattere del terroire e le caratteristiche che Bisol riesce ad attribuirgli.

IMG_4799

Peccato, mi sono impegnato molto durante la degustazione, ma non sono all’altezza di un prodotto così di nicchia. Il mio gusto banale viene sedotto più facilmente da prodotti molto meno nobili. Forse è un bene, visto che se mi fosse piaciuto mi sarei trovato davanti al dilemma di un costo comprensibilmente esorbitante per ogni bottiglia.

Apprezzo molto che il giardino dell’Eden nel quale cresce questo vino d’autore non sia un ambiente esclusivo, tutt’altro è un luogo aperto al pubblico, di passo sia per i locali che per i turisti. E brava Bisol, che son certo non ha investito in Venissa per mero Business o per un ritorno d’immagine, certi posti, certe atmosfere, si ottengono solo quando il primo ingrediente è il cuore.

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *