Viaggio nella Tuscia Nobile

Posted on 19 Nov 2015 | 0 comments


Viaggio nella Tuscia Nobile

Ecco, di tanti modi di viaggiare questo è decisamente uno dei miei preferiti. Amo i posti belli, esclusivi, ma non amo quelli che fanno dello sfarzo la loro virtù, bensì quelli che hanno un’anima, una storia, quasi sempre legati ad una proprietà che lavora direttamente sulla struttura e che è mossa da una cultura dell’ospitare nobile, volitiva.

Una visita di questo tipo è quella che ho vissuto pochi giorni fa, alla Commenda dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, immersa nelle colline della Tuscia; struttura di ospitalità che, tanto importante e roboante è il nome, quanto delicata e sobria è la gestione e l’accoglienza che attende l’ospite.

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Bello, quando chi ha natali nobili (principeschi in questo caso), con i cambiamenti della storia sa conservare le migliori forme di garbo ed eleganza propri delle sue origini.

Così è per la discendenza del Principe di San Severo Guido d’Aquino di Caramanico, che ha saputo aprire le porte della loro casa (di una parte) offrendo tre camere splendide, collegate fra loro da una serie di aree comuni, tutto accomunato da una ricerca di soluzioni raffinate, ricercate, ma con il calore che di norma si trova in una casa privata.

Questo è il suo vero maggior pregio, far sentire a casa (in una casa splendida) l’ospite. E questa suggestione viene proprio dagli spazi comuni, come ad esempio la cucina, in cui su un’unico tavolo possono fare colazione gli ospiti, avendo così l’occasione di incontrarsi ed interagire. Al piano superiore una sala lettura, con un angolo “giochi da tavolo”, per star bene anche in un eventuale giornata piovosa.

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Due sono le caratteristiche particolarmente preziose. Gli spazi, sempre molto ampi, in cui si sviluppano camere, aree comuni ed in particolare un bagno, di rara bellezza.

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E poi le soluzioni di arredamento, pratiche, pragmatiche, chic al punto giusto, concilianti i materiali del luogo, come ad esempio le pietre di tufo e travertino, il ferro battuto, con i continui richiami all’Ordine di Malta, dalle luci a muro fino ai copriletto.

La ristrutturazione è stata affidata a Cesare, come lo definisce la proprietaria, la Principessa Nathalie Pignatelli di Montecalvo, citandolo alla stregua  di un amico di casa. In realtà è Cesare Barro, interior designer dalle influenze statunitensi, ad aver offerto le soluzioni originali che caratterizzano la struttura.

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Una chiesa, attigua alla costruzione, amena ed affascinante, conserva un affresco che credo essere del sedicesimo secolo. Ancora in uso per le celebrazioni familiari, è comunque sempre aperta.

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La storia della commenda è antica, la costruzione risale al XV secolo, testimoniata dalle attente ricerche che a suo tempo fece il Principe, recuperando un albero genealogico dalle radici profonde, con legame diretto con San Tommaso d’Aquino. Questa storia si sviluppa fluida, ruotando intorno all’Ordine dei Cavalieri di Malta, arricchendosi nei secoli con storie al confine fra verità e leggenda, sapientemente raccontati dalla Principessa Nathalie, che con il suo sorriso dolce potrei ascoltare per ore ed ore.

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Per concludere due parole sulla zona, le colline Viterbesi, a circa 70 km da Roma, in un angolo del lazio, vicino alla toscana, dove le piantagioni di nocciole e di olive la fanno da padroni. Non mancano i ristoranti dove mangiare una cucina autentica, senza compromessi, irrorata di splendidi vini ancora non consumati dalle logiche di mercato. Di questi vari ce ne sono stati suggeriti, ma durante il soggiorno erano quasi tutti chiusi per riposo settimanale. La scelta è ricaduta sul più ameno (un bar-trattoria) in cui ho consumato un pasto tanto semplice quanto prezioso. Il nome non lo dico, perché nella sua semplicità è un piccolo capolavoro da non inflazionare. Per scoprirlo non vi rimane che chiedere alla Principessa Nathalie.

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